domenica 19 febbraio 2017

HUGO SIMBERG | ART



Hugo Simberg fu senza dubbio il più controverso pittore finlandese che visse a cavallo tra XIX e il XX secolo. La sua pittura è a dir poco magnetica, e il suo stile, vicino al simbolismo, è una macabra rappresentazione della vita dalla quale non si può far altro che rimanervi catturati.
Nacque nel 1873 ad Hamina, un piccolo paese nel sud della Finlandia. La famiglia gli permise di vivere in condizione agiata la sua giovinezza, consentendogli un’istruzione superiore alla media del periodo. A 18 anni cominciò a disegnare e solo due anni dopo decise di iscriversi alla Scuola di Disegno dell’Associazionedelle Arti finlandese. Il suo carattere ribelle, e già ben delineato fin da giovane, lo spinse ad abbandonare gli studi per prendere lezioni dal suo maestro contemporaneo, Akseli Gallen-Kallela. Vi rimase per circa tre anni, anche se durante questo periodo si allontanò dallo studio di Gallen-Kallela in due diversi momenti, per intraprendere un viaggio a Londra e successivamente a Parigi e in Italia.
Fin da giovane quindi cominciò ad esporre in tutta Europa, spesso al fianco dei più noti connazionali. Ma il coraggio è una dote che non mancava senza dubbio al giovane Simberg, tanto da portarlo ad alcuni importanti incarichi. Nel 1903-06 si ritrova a dipingere gli interni della cattedrale di Tampere insieme a Magnus Enckell. Ed è proprio in questa occasione che dipinge probabilmente il suo capolavoro, “L’angelo ferito”. La scena ritrae un angelo bendato mentre viene portato in barella da due ragazzi. Intriso di simbolismi, quest’opera per la sua natura mistica l’ha reso immortale. Purtroppo la sua vita fu breve, infatti morì nel 1917 ad Ahtari, ma questo non gli impedì di lasciare un segno potente nella cultura finnica, imponendo il suo stile tra i vari maestri che vissero il suo tempo. Simberg è il volto oscuro della vita, è colui che guarda in faccia la morte senza temerla. Adora il macabro tanto da rimanerne intrappolato in uno stile che diventerà personalissimo, ricordando vagamente il satanico Felicien Rops, ma con la differenza che in Simberg c’è un credo di fondo, la religione è presente, sempre o quasi, anche se a volte è contrastata da impavidi demoni. freemaninrealworld






































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mercoledì 15 febbraio 2017

ROBERTO BON | PHOTOGRAPHER



".. Un giorno d'estate del 1963, uno zio mi mise in mano la sua vecchia VitoB... mezz'ora dopo avevo finito il rullino.
Lui mi porto dal "fotografo" di Murano, l'unico e solo, e nella camera oscura vidi apparire la mia prima foto...

Da quel giorno, a salti, pause, abbandoni e ritorni di fiamma... non ho mai smesso veramente di fotografare.
Fotocompulsivo e curioso: questa definizione mi calza perfettamente.

Amo la fotografia...
Da trent'anni lavoro in "strada"... da più di dieci ho sempre la fotocamera con me...
Qualche mio scatto è stato esposto... qualcuno ce l'ha in salotto... ma non ho mai pensato di far diventare la Passione... "lavoro"...

L'attrezzatura non è mai stata importante, mi adattavo a ciò che potevo avere al momento...
"ndmagazine
































 All images © Roberto Bon
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