mercoledì 28 settembre 2016

FERRUCCIO CROVATTO | PHOTOGRAPHER



Ferruccio Crovatto nacque a Trieste il 14 marzo 1920. Iniziò a fotografare negli anni cinquanta, ottenendo subito numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali.
La Federazione Nazionale Associazioni Fotografiche lo insignì del deltitolo di AFIAP nel 1958.
Fotografo introverso e solitario, trovò nell'immagine la possibilità di esternare la sua grande sensibilità e la profonda capacità tecnica.
Il Circolo Fotografico Triestino lo annovera tuttora tra uno dei suoi Soci maggiormente rappresentativi, anche ora che è scomparso da diversi anni.

"Mio padre attraverso le sue fotografie
Che la fotografia sia un occhio - talora fedele, talora deformante ma comunque sempre attento e vigile - sulla realtà, è un'opinione acquisita e confermata. Ma che si possa trovare in quest'arte un'altra componente, di fascino non minore, ossia la capacità di informarci riguardo al carattere ed alle qualità umane di chi si mette dietro al mirino, me ne convinco sempre di più osservando i lavori di mio padre.
Parlando da quasi profano, fotografo semidilettante quale sono stato e sono tuttora (non sempre, purtroppo, il frutto "non cade lontano dall'albero") - disattento quindi verso le componenti tecniche e quegli aspetti formali che altri sono interesstissimi a cogliere, rimango spesso suggestionate nel vedere come certi suoi ritratti - parte preponderante nell'opera di mio padre - vadano a delineare l'aspetto essenziale di una psicologia, di una situazione, di uno stato d'animo. Che si tratti di un bambino intento al gioco, di un adulto sorpreso nelle sue attività quotidiane, di un anziano perso nelle sue malinconie e nei suoi pensieri, intravedo in queste immagini quella che era una sua caratteristica umana tutta particolare e che ce lo rendeva così caro e importante: la capacità immediata di capire i problemi, di definire i caratteri, di partecipare con interesse anche alle piccole cose, trattandovi sempre delle suggestioni che poi trasmetteva con sagacia e chiarezza infallibili. Capacità preziose soprattutto per me bambino, poi ragazzo, sempre tanto curioso di sapere e di giudicare le cose.
Ci sono dei discorsi che "fotografano bene" una situazione, si dice... Non potremmo forse dire allo stesso modo che ci sono delle fotografie che sono "dei bei discorsi"?
Io mi azzardo a farlo e a tanti anni ormai dalla scomparsa di mio padre, grazie a questo mi pare che ci sia un dialogo con lui che continua ancora e che sempre continuerà."

All images © Ferruccio Crovatto
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lunedì 26 settembre 2016

ANDY PROKH | PHOTOGRAPHER



Saint Petersburg, Russia-based photographer Andy Prokh, 44, has been chronicling the charming relationship of his little girl and the family's cat in a series of black and white photos. The whimsical and playful pictures feature Prokh's daughter, Katherine, and LiLu Blue Royal Lady, a grey British shorthair cat, doing everything from catching witches to reading.

























All images © Andy Prokh




 
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sabato 24 settembre 2016

JUVENILE IN JUSTICE | RICHARD ROSS

Richard Ross è un fotografo e professore statunitense. Nel 2007 ha cominciato a lavorare al progetto Juvenile in Justice, visitando centinaia di carceri minorili negli Stati Uniti e fotografando migliaia di minorenni in prigione. I volti dei ragazzi non appaiono mai negli scatti pubblicati. Ross è sempre rispettoso nei loro confronti, non ha mai provato a imporsi in modo autoritario. Quando entra nelle loro celle, si toglie le scarpe e si siede per terra, facendo foto e chiacchierando con i giovani detenuti. Per la maggior parte del tempo, però, si limita ad ascoltare le loro storie. "Faccio in modo che siano loro ad avere autorità su di me, non il contrario" ha detto Ross. Questi incontri hanno un forte impatto emotivo sul fotografo. "È impossibile lasciarli. La scorsa settimana stavo parlando con una ragazza che ha provato a uccidersi più volte. È stata stuprata e picchiata, è rimasta senza una casa. Stava piangendo disperatamente, con singhiozzi che le sconquassavano il corpo. Visto che è una ragazza minorenne, e ha bisogno di supporto psichiatrico, non mi era permesso toccarla. Tutto quello che volevo fare era abbracciarla e dirle che andrà tutto bene, ma non potevo. E tra l'altro non è vero: non andrà tutto bene." Tramite le sue fotografie, Ross racconta le storie dei giovani detenuti, e cerca di promuovere un cambiamento nel sistema di giustizia per i minorenni. In ventidue stati federali degli Stati Uniti, i bambini dai 7 anni in su possono essere condannati e imprigionati. di Vittoria Vardanega detenzioni
All images © Richard Ross 
Juvenile In Justice is a project to document the placement and treatment of American juveniles housed by law in facilities that treat, confine, punish, assist and, occasionally, harm them. 
Girls in Justice, the much-anticipated follow up to Juvenile in Justice, turns our focus to girls in the system, and not a moment too soon. With a preface by Marian Wright Edelman and essays by Leslie Acoca, Dr. Karen Countryman-Roswurm, and Mariame Kaba, Maisha T. Winn.
Juvenile in Justice the book, with essays by Ira Glass of This American Life and Bart Lubow of Annie E. Casey Foundation. For more information about the Juvenile-in-Justice exhibition, visit the exhibition page
The work has been published on CNN, SlateWired.comNPRPBS Newshour, ProPublica, and Harper's Magazine, for which it was awarded the 2012 ASME Award for Best News and Documentary Photography. The project has been generously supported by grants from the Guggenheim Foundation, the Annie E. Casey Foundation, and the Center for Cultural Innovation.


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