domenica 1 marzo 2015

WAR FOR MINERALS | ERBERTO ZANI

Guerra per i minerali 
(Repubblica Democratica del Congo)



Repubblica Democratica del Congo, regione del Nord Kivu, catena montuosa del Masisi. Coltan e Manganese sono metalli rari, presenti per la maggior parte in questa zona del Congo: utilizzati nella produzione di cellulari, computer e tablet, il loro valore di mercato è così alto da interessare multinazionali ed organizzazioni criminali. Per destabilizzare la situazione politica e controllare il traffico dell’estrazione mineraria, vengono finanziati gruppi armati in guerra tra di loro. Sotto la supervisione dei compratori in Ruanda, miliziani spietati gestiscono il territorio, sfruttando le popolazioni locali ed impadronendosi delle risorse naturali per acquistare altre armi, aumentando così il proprio potere e creando un circolo vizioso difficile da debellare. A Rubaya, piccolo insediamento tra le montagne del Masisi, detta legge il movimento armato dei Nyatura: formatosi dalla secessione, nel 2010, dal movimento ribelle CNDP (poi divenuto M23), il gruppo è composto prevalentemente da congolesi di etnia Hutu.


 Reintegrati come alleati dell’esercito regolare F.A.R.D.C., nemici fino a qualche anno fa, i Nyatura non ricevono alcun compenso dal governo: sopravvivono sfruttando liberamente la popolazione locale di Rubaya, controllando l’estrazione delle risorse minerarie (Coltan e Manganese) e gestendone le vendite. All’interno delle montagne circostanti, le miniere sono buchi profondi 20 metri, malamente puntellati da assi di legno: sotto lo sguardo vigile dei Nyatura, i minatori lavorano in condizioni precarie e spesso, soprattutto nella stagione delle piogge, si verificano incidenti mortali causati da improvvisi crolli nei tunnel.Il materiale estratto viene prima portato a spalle al fiume, per essere setacciato e lavato, poi in città dove viene pesato, caricato su camion scortati dai militari e in seguito trasportato e venduto in Ruanda. A Rubaya non di rado i miliziani abusano della popolazione civile con esecuzioni sommarie, stupri e l’imposizione di pesanti tasse o giornate di lavoro non retribuito in miniera. Nella piccola città, cresciuta tra fango e violenza, le uniche attività che prosperano sono i locali dove l’alcol scorre a fiumi ed il bordello, dove centinaia di ragazze-bambine lavorano per meno di un dollaro a prestazione.



L’intero reportage si può vedere sul sito www.erbertozani.com.
“War for Minerals” ha ricevuto diversi premi ed onorificenze in alcuni dei più prestigiosi concorsi fotografici al mondo:- PX3, Prix de la Photographie Paris 2014, primo premio categoria “Press War” (catalogo PX3 2014); – IPA, International Photography Awards / Lucie Awards 2014: Menzione d’Onore nelle categorie “Deeper Perspective Finalist” ed “Editorial General news” (catalogo 2014 Annual Award IPA Book); – MIFA, Moscow International Foto Awards 2014: Menzione d’Onore, categoria “Conflict”; – Photographer’s Forum 34th Annual Spring Photography contest (Los Angeles): finalista con Menzione d’Onore  (catalogo “Best of photography 2014″).



      
 Biografia dell’autore Erberto Zani (Parma, 1978) lavora come fotografo e giornalista freelance specializzato in tematiche sociali.



Dopo gli studi in Arti Grafiche applicate all’Istituto d’Arte Paolo Toschi e in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Parma, ha collaborato stabilmente, dal 2004 al 2007, con il quotidiano “Gazzetta di Parma”. Freelance dal 2008, il suo lavoro include reportage da alcune delle zone più difficili del mondo tra cui il dopo terremoto ad Haiti, gli effetti delle mine antiuomo in Cambogia, l’odissea dei profughi somali in Nepal, la vita all’interno delle favelas di Medellin in Colombia, le miniere di carbone a cielo aperto in Jharkhand ed il festival Hindu del Maha Kumbh Mela in India, i profughi siriani in Libano. Membro dal 2011 dell’AIRF, Italian Press Photographers Association, collabora con numerose Organizzazioni Non Governative e Onlus italiane ed estere. Ha pubblicato i volumi fotografici “Drops of Life” (2010), “Haiti: fragments” (2010), “Hope” (2011), “Sahel” (2012), “Babanagar, Colombia” (2013), “Maha Kumbh Mela” (2014) e “Tsiry Parma” (2014).erbertozani@gmail.com
Calendario 2015 sul tema dei minerali clandestini http://mineraliclandestini.it/http://mineraliclandestini.it/



Il coordinamento nazionale Solidarietà e Cooperarione CIPSI, con sede a Roma e che associa 28 organizzazioni non governative di sviluppo (ONG) ed associazioni che operano nel settore della solidarietà e della cooperazione internazionale, ha realizzato il calendario 2015 incentrato sul tema dei minerali clandestini del Congo: le immagini pluripremiate del fotografo Erberto Zani sono accompagnate da testi di importanti giornalisti italiani. Un’iniziativa di sensibilizzazione verso una tematica molto spesso trascurata.  http://solidarietainternazionale.it

Petizione per la TRACCIABILITA’ dei MINERALI
Sempre nel 2014, il CIPSI ha lanciato la Campagna “Minerali Clandestini” www.mineraliclandestini.it con una petizione su CHANGE.ORG per chiedere all’Unione Europea e all’ONU una seria e definitiva tracciabilità dei minerali evitando ulteriori finanziamenti di guerre per il controllo dei giacimenti (come già successo in passato per i diamanti).















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